«I due diari» – Parabole moderne

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Spesso siamo più importanti di quello che pensiamo per le persone che ci sono vicino

 

Nella luce fosca dell’attico, il vecchio alto ma con le spalle curve, abbassò la testa ed entrò nella camera polverosa. Togliendosi una ragnatela dalla faccia, il vecchio s’avvicinò alla pila di scatole che si trovava in fondo alla stanza, vicino al muro. Uno dopo l’altro aprì gli album di foto in cerca di quella che voleva trovare: una foto di sua moglie da giovane.

Sfogliando attentamente le pagine cariche di foto sbiadite dal tempo, non si accorse nemmeno che gli occhi gli si stavano lentamente riempiendo di lacrime.

Eh si, il passato era forse ancora più vivo che il presente. Anche se lei aveva lasciato questo mondo ormai da diversi anni, la ferita della solitudine era più che mai viva e dolorosa.

Messo giù l’ultimo album impolverato, prese dalla scatola un quaderno che sembrava essere il diario di suo figlio quand’era bambino. Non l’aveva mai visto prima e certamente non era mai stato al corrente che suo figlio, ormai più che quarantenne, ne tenesse uno.

Con una scossa della testa, il vecchio uomo pensò: “Ma e’ possibile che Anna dovesse conservare tutte queste cianfrusaglie dei bambini?” Nonostante ciò, un sorriso increspò le sue labbra.

Sedutosi su un vecchio baule, l’uomo cominciò a sfogliare le pagine ingiallite dal tempo e il sorriso gli si allargò su tutto il viso. Era come se leggendo quelle parole potesse sentire la voce, ormai dimenticata, di quel bambino di sei anni che era cresciuto troppo, troppo in fretta, e che lui aveva esiliato dalla sua vita troppo, troppo velocemente.

Giorno dopo giorno, le voci nel diario di suo figlio parlavano di giochi e avventure che ancora di più toccavano il cuore del vecchio. “Non e’ possibile che non mi ricordi di tutto questo” pensò con una punta di amarezza. All’improvviso gli venne in mente che anche lui aveva tenuto un diario durante la sua giovinezza, più che altro per motivi d’affari.

Dimenticatosi della foto che cercava, e preso il diario di suo figlio sotto braccio, il vecchio uscì dall’attico e scese le scale verso il suo studio dove teneva l’archivio di quella vita ormai lontana.
Ed ecco, nel secondo tiretto dello schedario nell’angolo, dentro la cartella di così tanti anni fa, trovò il suo diario. A quel punto il vecchio si girò e si mise a sedere sulla poltrona di pelle davanti al tavolino con il portacenere, e, messi i due diari l’uno a fianco all’altro, s’appoggiò allo schienale per confrontarli.
Il suo diario era rilegato in pelle, con il suo nome impresso in oro. Quello di suo figlio, non era altro che un vecchio quaderno sgualcito e con le orecchie agli angoli, dove la mano ancora insicura di un bambino aveva scarabocchiato il suo nome: Roberto.

Aperto il suo diario, gli occhi gli caddero su una annotazione che, diversamente da tutte le altre, era stranamente breve e concisa. Lentamente lesse ciò che aveva scritto più di trentacinque anni fa: “Andato a pescare con Robertino – preso niente. Giornata sprecata.”

Con un profondo sospiro e la mano tremante, il vecchio voltò le pagine ingiallite nel diario di suo figlio e trovò l’annotazione di Robertino riguardante quello stesso giorno, il quattro di giugno:Andato a pescare con papà: il giorno più bello della mia vita!

babbo Mario

 

Avevi mai pensato di essere così importante per le persone che ti sono intorno?

Hai mai pensato che una sera ogni tanto puoi anche fare a meno di accendere il televisore, spegnere la playstation e fare una passeggiata con tuo figlio?

Comprare una rosa a tua moglie? Telefonare ad un’amica?

Scegli di prenderti cura di chi ti è vicino, oggi!

Prendere in considerazione il punto di vista degli altri è una decisione.

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3 Responses to «I due diari» – Parabole moderne

  1. Ilaria Fioriello, Anzio (RM)
    15/07/2011 at 19:58

    E’ interessante vedere come lo stesso evento possa essere letto in chiave così diversa dai protagonisti stessi. Babbo Mario, un giorno, va a pescare con suo suo figlio Robertino e, mentre il primo annota sul suo diario la mera azione di essere andato a pescare con il figlio senza aver pescato alcunché e definendola così una giornata sprecata, il figlio, Robertino, invece, riporta di essere andato a pescare con il papà e, incurante del fatto di non aver pescato neppure un pesce, si rallegra del solo fatto di aver condiviso quella pesca mancata con il papà, definendo pertanto quel giorno il più bello della sua vita. La felicità è data davvero dalla degustazione delle piccole grandi cose, tanto in compagnia di se stessi ed ancor più se ci viene data la possibilità di condividerle con chi amiamo! E’ l’amore e soltanto l’amore a dare ad ogni cosa il suo colore!

  2. barbara
    30/06/2011 at 12:35

    ogni attimo vissuto con chi ci vuole e gli vogliamo bene, non è mai sprecato, ma bensi èè quel pezzo di puzzle che và ad incastrarsi con gli altri nel nostro cuore sino ad arrivare ad un giorno al completamento:un cuore ricolmo d’ amore

  3. vincenzo
    06/05/2011 at 17:01

    Toccante.

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